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LA PIZZA          
  Home     Precedente    Prossima      31.12.2000   


Tradizione Napoletana
Quella classica batte l'hamburger
della Redazione ALENAPOLI.Org

Per l'esperto l'apporto nutrizionale è migliore di quello della "polpetta" made in Usa.

"La pizza napoletana è l’interpretazione ante litteram e in chiave mediterranea del fast food . E' un prototipo meglio articolato, sul piano nutrizionale, dei cheeseburger con patatine fritte o dei toast e tramezzini innaffiati a base di Coca Cola. I dietologi non avrebbero nulla da ridire se i rapporti tra i nutrienti e la quantità degli ingredienti fosse sempre quella della classica pizza Margherita con pomodoro e mozzarella", sostiene il professor Eugenio Del Toma, dietologo. "Il successo della pizza ha molteplici ragioni: è gustosa, facile da preparare e si presta a soddisfare i bisogni di pasti veloci nel mondo moderno. Sul piano dietetico e nutrizionale, invece, tutto dipende dalla fantasia dei cuochi che non si limitano più alla ricetta tradizionale della cucina napoletana dove acqua, farina, lievito, pomodoro, aglio e olio, senza neppure la mozzarella, rappresentavano gli ingredienti di base. Oggi, alla pizza vengono aggiunti funghi, acciughe, prosciutto, salame, cozze, cipolle, sottaceti, olive, ricotta, rucola, mais, in una varietà di combinazioni tutte gastronomicamente valide, ma di cui nessun dietologo può predire la digeribilità o conteggiare il valore energetico, per il continuo variare degli ingredienti e delle quantità utilizzate".

"Più di ogni altro piatto, la pizza è considerata il leader della cucina italiana. Un piatto così antico corrisponde perfettamente ai più moderni orientamenti dietetici in tema di carboidrati e di risparmio di grassi saturi e proteine animali, senza parlare dei meriti vitaminici del pomodoro; saranno però le dimensioni in cui verrà servita ai clienti a farne una scelta davvero ipocalorica, rispetto a un toast di formaggio e prosciutto o a un hamburger con patatine fritte".

Gli italiani restano i migliori pizzaioli del mondo: l’ultimo campionato è stato vinto da Maurizio Gaccione di Acri (Cosenza).

Pizza Margherita (gr.210) : Proteine 11,8 --- Grassi 11.8 --- Carboidrati 111 --- Kcal. 570 . Ingredienti: Farina, Mozzarella, Pomodoro, Olio e Basilico .

Big Burger (gr.220) : Proteine 28 --- Grassi 19 --- Carboidrati 57 --- K Cal. 490 .

Ingredienti : Panino con semi di sesamo, Carne bovina macinata, Pomodoro, Lattuga e Ketchup .

 

Dal bambù al pescecane

NIZZARDA: con cipolle, olive nere e acciughe sott’olio

ESOTICA: con gorgonzola dolce e ananas

MESSICANA: con salsa di pomodoro, peperoni gialli, olive nere, capperi, acciughe, origano e peperoncino

NORDICA: con filetto di merluzzo, capperi, aglio e polpa di pomodoro

TEDESCA: cipolle, provola affumicata, wurstel, speck e cetriolini sottaceto

LONDINESE: con bacon, gruviera, parmigiano e noce moscata

NEWYORKESE: impasto di semola, patate e tuorli d’uovo fritto e condito con pomodoro e basilico

CECOSLOVACCA: con emmental e prosciutto di Praga

CINESE: con germogli di bambù (o di soia), filetti di pescecane e tofu (formaggio preparato con soia e acqua)

AFRICANA: con pomodoro, spezzatino di polpo e zicnick (impasto di spezie diverse)

INDIANA: con rafano (una radice piccante) e tocchetti di serpente arrostito .

 

Attenti al marchio DOC

Il professor Mangoni ha dettato le regole della Margherita verace . Antonio Bassolino lo chiama ‘il papà della pizza’.

Carlo Mangoni docente di fisiologia della Nutrizione della seconda Università di Napoli, è stato chiamato dal sindaco per definire una disciplinare dulla "verace pizza napoletana", un marchio di garanzia, che riguarda soltanto due tipi: la pizza Margherita e la Marinara.

Professore che vuol dire?

"Che chi vorrà fregiare il suo prodotto del marchio ‘verace pizza napoletana’, dovrà accettare le regole stabilite. E cioè usare tutti prodotti a norma: olio extra vergine, pomodori San Marzano, che noi a Napoli chiamiamo " ‘o piennolo d’ò Vesuvio" che si lascia seccare e può essere usato d’inverno. Poi mozzarella di bufala campana doc o, in subordine, fiordilatte" .

Quanto deve essere grande una pizza doc?

"Oltre i 40, 45 centimetri di diametro non cuoce al centro. Il forno, naturalmente a legna deve avere una temperatura do oltre 400 gradi. Le pale devono essere due, di legno per infornare, di acciaio per ritirare. E il tempo di cottura non deve superare il minuto e mezzo".

MARGHERITA: Supporto di pasta, pomodoro San Marzano, mozzarella di bufala campana doc (decreto PCM 10/5/93). E’ consentito in alternativa il fior di latte, olio extravergine di oliva, basilico, sale marino.

MARINARA: Supporto di pasta, pomodoro San Marzano, uno spicchio d’aglio, origano essiccato, sale marino, olio extravergine di oliva.

La cottura deve avvenire in forno a legna costruito con una cupola di materiale refrattario.

 

Le cifre in ITALIA

56 milioni di pizze rotonde alla settimana

3 miliardi di pizze all’anno

il 33% di italiani la consuma in una delle 20.000 pizzerie

il 27% preferisce cucinarla e consumarla in casa

il 28% la compra in pizzeria per consumarla in casa

il 7% la compra surgelata al market

4.300 miliardi di lire il giro d’affari delle pizzerie

I dati riportati nella tabella in alto sono forniti dal Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi) .

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