RAVELLO OGGI
  
Ravello con la sua Cattedrale    In uno dei punti di più ampia vista sul golfo, adagiata sul contrafforto che divide la valle del dragone da quella del Reginna, c'è Ravello: la gemma più preziosa della penisola amalfitana, ed alla quale si perviene attraverso una delle strade dalla più suggestiva bellezza.

Ne avvertì l'arcana magia e ne immortalò il ricordo Giovanni Boccaccio, che ebbe vari amici a Ravello, tra cui Angelo da Ravello "optimus atque venerabilis vir et amicus" ed al quale non doveva essere ignoto questo "dilettevole lembo della costa di Amalfi", se all'inizio della quarta novella della seconda giornata del suo "Decamerone" così rappresentava lo splendore fantastico del paesaggio. "Credesi che la marina da Reggio a Gaeta sia quasi la più dilettevole parte di Italia, nella quale, assai presso a Salerno, è una costa sopra 'l mare riguardante, la quale gli abitanti chiamano la costa d'Amalfi, piena di picciole città, di giardini e di fontane, e d'uomini ricchi e procaccianti in atto di mercatanzia, si come alcuni altri: tra le quali città dette, n'è una chiamata Ravello..."

La meta prediletta di Escher, Wagner, Lawrence e Greta Garbo

Ravello rappresenta una perfetta combinazione, e ad altissimo livello, di bellezze naturali, monumenti d'arte e memorie culturali. è noto che Wagner trovò a Villa Rufolo sia gli spunti per la scenografia del secondo atto del Parsifal, sia le idee per migliorare l'intera trama musicale del suo capolavoro estremo. Il Festival, che da oltre quarant'anni si tiene nella stessa Villa, ne celebra il ricordo. Anche Verdi è stato ospite di Villa Rufolo. Grieg, soggiornando all'albergo Toro, ispirò ai boschi ed alle grotte di Ravello alcune descrizioni del suo Peer Gynt. Grandissimi esecutori e direttori d'orchestra - da Bruno Walter a Toscanini, da Bernstein a Kempf e Rostropovich - qui hanno soggiornato e fatto musica. Questa vocazione musicale costituisce ancora oggi il cuore dell'intensa vita culturale ravellese.

Anche nel campo della pittura grandi personaggi hanno soggiornato e si sono ispirati a Ravello: basti ricordare, per l'Ottocento, la presenza di Ruskin e, per il Novecento, la presenza di Mirò, di Vedova, di Escher, che fu più volte all'albergo Toro, maturò il suo stile labirintico e incontrò Jetta, la ragazza che sarebbe divenuta sua moglie.

La letteratura costituisce il settore che più a lungo e più intensamente ha intrattenuto rapporti fecondi con la cittadina: già nel Decamerone, Giovanni Boccaccio ispira ai giardini di Ravello la descrizione dei luoghi incantati che fanno da sfondo alle novelle e ne dedica una alle avventure di Landolfo Rufolo ravellese. La dovizia dei particolari cui Boccaccio fa riferimento dimostra che, con alta probabilità, egli stesso visitò Ravello e ne rimase incantato.

Più vicino a noi, nel primo Novecento, André Gide ambienta a Ravello alcune pagine de "L'Immoralista". Forster trascorre nel paese una vacanza ed ambienta a Fontana Carosa ed in villa Episcopio il bellissimo racconto "Storia di un Panico". Membri del gruppo Bloomsbury - tra cui Maynard Keyns, Lytton Strachey e Virginia Woolf - furono spesso ospiti dell’albergo Caruso, mentre Lord Becket trasformò Villa Cimbrone in un cenacolo di intellettuali convenuti da tutto il mondo. D.H. Lawrence è più volte a Ravello, all'albergo Rufolo, nel periodo in cui scrive il suo capolavoro "L'amante di Lady Chaterly". Paul Valéry lascia un bel pensiero nel libro degli ospiti dell'albergo Palumbo. Dopo la seconda guerra mondiale arrivano a Ravello Graham Green, che scrive al Caruso "Il terzo uomo", poi Tennessee Williams, poi William Styron (che qui ambienta il suo lungo romanzo "Set This House on Fire"), Giuseppe Prezzolini (che alloggia a Villa Maria e dedica a Ravello pagine dei suoi Diari), Guido Piovene (che lo descrive in "Viaggio in Italia"). A Ravello Rafael Alberti dedica una poesia molto intensa.

A villa Rondinaia Gore Vidal vive tuttora gran parte dell'anno e scrive i suoi capolavori.

Intensi sono stati i legami con il cinema: già nel 1938 Greta Garbo visse all'albergo Caruso e a villa Cimbrone una storia d'amore con il musicista Leopold Stokowski. Humphrey Bogart, King Vidor, John Huston, Jennifer Jones, Paul Newman, Peter O'Toole, Robert de Niro hanno soggiornato e lavorato a Ravello. I panorami ravellesi fanno da sfondo ad innumerevoli film.

Anche le scienze e le altre discipline sono presenti nel panteon culturale di Ravello: Keynes e Strachey all'albergo Caruso, Crick a villa Cimbrone, Piaget a villa Maria.

Qui hanno soggiornato con entusiasmo capi di stato come Einaudi, Mitterand, Kennedy, ma soprattutto qui, nel febbraio del 1943, Vittorio Emanuele III fissò la propria residenza a Villa Episcopio dove si tennero sedute del governo Badoglio, dove vennero più volte nei loro ruoli politici, Croce, Togliatti e De Gasperi, e dove il Re affidò la luogotenenza al figlio Umberto.

E’ straordinaria la forza di attrazione che Ravello - un paesino di pochi abitanti, remoto e schivo - ha esercitato per secoli su una catena fitta ed ininterrotta di personalità geniali che qui hanno tratto ispirazione per opere tra loro diverse ma parimenti straordinarie. Così come unici e straordinari sono il rispetto per il lavoro intellettuale e l'intensità della vita culturale.

Il segreto di tanta fascinazione risiede nell’intreccio di natura e cultura, di un panorama dolcissimo, che Gore Vidal ha definito "il più bello del mondo" e di vestigia storiche, persino inquietanti, di origine romana, medioevale, ottocentesca: il Duomo, San Giovanni del Toro, l’Annunziata, Santa Maria a Gradillo, con i loro spazi arcaici ed i mosaici che tanto piacquero ad Escher; gli edifici arabeggianti di Villa Rufolo, che ispirarono Boccaccio e Wagner; il "pastiche" di stili compresenti a Villa Cimbrone, celeberrima per il belvedere mozzafiato.

Ravello dista 64 km da Napoli. Provenendo da Nord sull’autostrada Napoli-Salerno, uscire al casello di Angri e seguire le indicazioni per la "Costiera Amalfitana" e "Ravello". Venendo da Sud è opportuno uscire a Salerno e percorrere la strada costiera attraversando Vietri sul Mare, Maiori, Minori.

Conca dei Marini

Conca dei Marini, è un piccolo centro balneare che negli anni Sessanta annoverava tra i suoi più affezionati habitués la principessa Margaret d'Inghilterra, che qui  giungeva  in barca. In questa meravigliosa baia i due estremi sono segnati dal Capo di Conca (su cui la Torre di Conca, eretta nel Cinquecento, ricorda le terribili invasioni piratesche) e la Grotta dello Smeraldo. Il mare, che in tutta la baia passa dal turchese al blu profondo, nella cavità naturale   diventa di un intenso tono di smeraldo, prodotto dalla luce che, filtrata dal mare, penetra all'interno dal basso, come avviene nella Grotta Azzurra di Capri. La grotta è ricca di stalattiti e stalagmiti spesso unite assieme a formare colonne calcaree alte più di dieci metri; anticamente si trovava all'asciutto, fenomeni bradisismici ripetuti l'hanno colmata di acqua.

Su un alta montagna è situato lo splendido convento di Santa Rosa: dalla sua terrazza il panorama mozzafiato del golfo di Salerno è qualcosa di commovente. Qui le  monache crearono la sfogliatella, secondo una ricetta che sposava la croccante pasta sfoglia ad un morbidissimo ripieno di ricotta e canditi, ed originariamente una generosa cucchiaiata di marmellata d'amarene: un dolce impegnativo, di lontana provenienza araba, poi semplificato nel tempo: la versione oggi detta appunto "Santa Rosa" consiste in pratica nella sfogliatella con marmellata.

 

Se desideri trascorrere una piacevole vacanza da noi, di carattere storico e culturale abbinando a tutto ciò un sano divertimento rivolgiti a noi di ALENAPOLI TOUR scrivi a info@alenapoli.org e chiedici informazioni.

Vi aspettiamo e BUON DIVERTIMENTO con ALENAPOLI TOUR
Ufficio: 081.283247 - Mobile: 349.5307545