Scavi di San Lorenzo Maggiore
Piazza Gaetano, tel. 081-221.08.60.
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Gli scavi di San Lorenzo Maggiore sono adiacenti e sotto ad una
delle Chiese più antiche della città, con strutture greco-romane e alto medioevali. |
In quest'area sottostante la chiesa di San Lorenzo Maggiore, sono presenti i
resti degli edifici pubblici della città greco-romana, il cui centro corrisponde
all'attuale piazza San Gaetano.
La vicina piazza S. Gaetano, corrispondente all'agorà (poi foro in epoca romana),
costituiva il cuore della città antica. A sud del foro gli scavi eseguiti sotto la chiesa
ed il convento di San Lorenzo Maggiore hanno permesso di mettere in luce una complessa
stratificazione, consentendo la ricostruzione delle varie fasi succedutesi nei secoli
nell'area. Sotto la chiesa angioina sono apparsi i resti della basilica paleocristiana
fatta erigere nel VI secolo d.C. dal vescovo Giovanni II, costituita da una vasta aula a
tre navate con abside sul fondo, preceduta da un quadriportico, mentre sotto la Sala
Capitolare è stato messo in luce un edificio alto-medioevale, forse uno dei seggi della
città? Tali strutture a loro volta si erano sovrapposte ad un complesso costruito nella
seconda metà del I secolo d.C., e a sua volta impiantatosi su preesistenze del IV secolo
a.C. in blocchi di tufo, che è stato identificato come il "macellum" (il
mercato alimentare della città).
L'edificio aveva l'ingresso sulla plateia di via Tribunali ed era costituito da un
porticato rettangolare su cui si aprivano le botteghe e che cingeva una zona scoperta
pavimentata a mosaico, al cui centro era collocata una costruzione circolare (tholos)
eretta su tre gradini e ornata di marmi policromi: parte di tali strutture sono ora
visibili nel chiostro settecentesco del convento, circa due metri al di sotto dell'attuale
calpestio. Il macellum si estendeva su una terrazza in parte artificiale, realizzata per
ricavare uno spazio piano in una città come Neapolis costruita su un pendio, sostenuta
sui lati est e sud da una serie di ambienti, nella maggior parte, che si aprivano su una
strada ritrovata a circa sette metri di profondità.
Di particolare interesse appare l'identificazione di tre di questi ambienti
intercomunicanti con l'Erario, l'edificio dove veniva custodito il tesoro della città.
L'ingresso decorato da un sobrio motivo architettonico di paraste che sorreggono una
trabeazione ed un timpano, il robusto sistema di chiusure di cui doveva essere dotata la
porta nonche inferriate poste alle finestre confermano tale ipotesi. La strada, di cui è
stato messo in luce un tratto lungo circa sessanta metri, può considerarsi uno degli
stenopoi dell'impianto urbano: essa era posta in allineamento con l'attuale vico Giganti
ed era perpendicolare alla plateia di via Tribunali, cui era collegata, a causa del
dislivello del suolo, probabilmente per mezzo di una scala o rampa.
Il complesso degli edifici fu utilizzato per vari secoli e quindi subì numerose
trasformazioni a causa del mutamento delle funzioni che vennero date ai vari ambienti. Le
"tabernae" diventarono col passare degli anni sede di produzioni artigianali
legate ad un quotidiano alquanto misero: E' il caso ad esempio di un piccolo forno che fu
impiantato in epoca tarda in uno degli ambienti e di una "fullonica"; la stessa
strada subì vari rimaneggiamenti ed adattamenti. Alla fine del V secolo d.C. infine, la
strada e gli edifici che su di essa si aprivano furono invasi da una colata di fango,
causata probabilmente da un'alluvione, che determinò l'abbandono dell'area.
Il riempimento proseguì in epoca successiva fino alla costruzione della basilica
paleocristiana, le cui fondazioni poggiano sul fango che copriva l'edificio romano.
Orario: dal lunedì al venerdì 9-13, e 15-17.00, sabato 9-17.00, domenica 9.30-13.30.
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