Museo di Palazzo Reale
Piazza del Plebiscito. Tel 081-7944021; Tel. 081-5808111. Biblioteca
Nazionale
Palazzo Reale. Tel. 081-7819294. Dal Lunedì al Venerdì ore 9.00-20.00; Domenica ore
9.00-20.00. Chiuso il mercoledì. 4,00 (giardini e cortili si possono visitare ogni
giorno liberamente)
In sale e saloni splendidamente decorati, mobili, dipinti, sculture e porcellane di casa
Borbone. Nella cappella presepe del Banco di Napoli.
Cenni Storici
La splendida costruzione fu innalzata a partire dal 1600
per una delle capitali più grandi e popolose dell'impero spagnolo. Il palazzo, abitato
prima dai viceré spagnoli, dagli austriaci, dai Borbone ed infine dai Savoia, è stato
centro e immagine del potere, nonché snodo delle vicende storiche di Napoli e del
Mezzogiorno per quasi quattro secoli.
Il progetto fu affidato dal viceré, Fernando Ruiz de Castro, all'architetto Domenico
Fontana, tra i più famosi architetti del tempo, disegnatore della Roma di Sisto V.
L'originario corpo quadrato fu ampliato un secolo dopo con il "Braccio
Nuovo" voluto da Carlo di Borbone. Nell'Ottocento, dopo un
incendio, Ferdinando II di Borbone comandò radicali lavori di sistemazione del Palazzo. I
restauri, condotti dall'architetto Gaetano Genovese, ampliarono e regolarizzarono, senza
stravolgerla, l'antica fabbrica, conferendole un'impronta architettonica unitaria e
coerente. Nacque in quegli anni l'"Ala delle Feste" e una nuova facciata verso
il mare solennizzata da un alto basamento di bugnato e da una svelta torre-belvedere.
E' interamente del Fontana la lunghissima facciata manierista. A fine Ottocento le nicchie
esterne furono occupate da gigantesche statue dei Re di Napoli, i primi delle rispettive
dinastie (Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso I
d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat, Vittorio Emanuele II
di Savoia). Al centro della facciata risaltano gli stemmi reali e vicereali; sotto il
balcone di parata è invece lo stemma dei Savoia.
Entrati nel Palazzo si accede al Cortile d'Onore che conserva intatta l'impronta
architettonica fontaniana. Di fronte è una fontana ottocentesca con statua di Fortuna. A
sinistra si va verso i Giardini, a destra verso il Cortile delle Carrozze ed il Cortile
del Belvedere.
L'appartamento storico
Appartamento reale- offre alla visita le stanze reali di
etichetta al Piano nobile, come ci sono state consegnate dalla storia, con gli arredi
dell'epoca sapientemente distribuiti. Negli anni settanta alcune stanze sono state
sistemate a galleria di opere d'arte con ordinamento di tipo tematico e
storico-stilistico. Non ci sono giunte, anche per i gravi danni e le spoliazioni sofferte
dal palazzo durante l'ultima guerra, le stanze e gli arredi di uso più quotidiano (camere
da letto, bagni, cucine, ecc.).
L'originaria decorazione seicentesca è oggi documentata soprattutto dagli affreschi di
soggetto storico di gusto tardo-manierista che decorano le sale più antiche con cicli di
pitture volti ad esaltare gloria e fortuna degli spagnoli vincitori. Nel Settecento Carlo
di Borbone venne a dare a Napoli dignità di capitale di un regno autonomo. Anche Carlo
ampliò e fece abbellire Palazzo Reale con capolavori pittorici di quegli anni e con i
bellissimi soffitti delle Stanze della Regina (stucchi bianchi su fondo oro). Dobbiamo al
gusto di Carolina Murat molti degli arredi mobili di gusto neoclassico.
Si accede all'Appartamento storico per un monumentale e luminosissimo Scalone d'onore
ideato nel 1651 e poi sistemato e decorato da G. Genovese tra il 1838 e il 1858. Lo
Scalone è arredato, nella zona inferiore, di marmi bianchi e rosati decorato con trofei
militari e bassorilievi allegorici.
Assai bella è la ricca balaustra marmorea di marmo traforato, nella zona
superiore monumentali statue in gesso (la Fortezza, la Giustizia, la Clemenza e la
Prudenza). Alla fine dello Scalone ci si immette nel luminosissimo Ambulacro, protetto da
vetrate dell'Ottocento.
Teatrino di Corte - Fu allestito da Ferdinando Fuga nel
1768. Assai danneggiato nell'ultima guerra conserva le originarie 12 statue in cartapesta
raffiguranti Apollo, Minerva, Mercurio e le nove muse. Ospitò rappresentazioni di opere
buffe di Paisiello, Cimarosa e Piccinni.
Moltissime sono le Sale visitabili, ricche di pitture, affreschi, statue,
arazzi e mobili d'epoca; questo ne è l'elenco senza soffermarci sulle meraviglie che
possiamo ammirare:
Sala Diplomatica- Saletta Neoclassica- Fasti di Alfonso il Magnanimo- Sala del Trono-
Salone degli Ambasciatori- Sala di Maria Cristina di Savoia- Sala del Gran Capitano- Sala
dei Fiamminghi- Studio del Re- Sala del Seicento Napoletano- Sala della Pittura di
Paesaggio- Sala di Luca Giordano- Sala della Pittura del Seicento- Sala della Pittura
Emiliana- Sala delle Nature Morte- Sala Neoclassica- Salone d'Ercole- Sala XXIII- Sala di
Don Chisciotte- Sala della Pittura di Paesaggio Napoletana dell'Ottocento- Affreschi di
D.A. Vaccaro- Sala delle Guardie del corpo- Cappella Reale.
I Giardini Reali sorgono in un'area che è stata sempre tenuta verde dai reali regnanti a
Napoli a partire della fondazione di Castelnuovo con gli Angioini, alla fine del XIII
secolo. In epoca vicereale il giardino fu sistemato a parco con viali, statue e
"giardini segreti". I grandi lavori di ampliamento e di restauro condotti alla
metà dell'Ottocento interessarono anche i giardini dove furono insediate gran numero di
piante, magnolie, lecci, piante rare di grande varietà e cromatismo.Il giardino ebbe un
nuovo disegno romantico "all'inglese" con aiuole e vialetti sinuosi alla ricerca
di inedite vedute sul golfo, il Vesuvio e la collina di San Martino e divenne ambita meta
dei viaggiatori a Napoli nell'Ottocento. Il giardino fu cinto in quegli anni da una
magnifica cancellata di ferro con lance a punta dorata, su cui si apre, proprio di fronte
a Castelnuovo, un ingresso delimitato da statue in ferro di Palafrenieri (conosciute come
"Cavalli di bronzo") dono dello zar Nicola I a Ferdinando II.
Orario : Feriali 09:00-20:00; Domenica 09:00-20:00;
Chiuso il Mercoledì, Ingresso 4,00 - Cortili e Giardini si possono visitare
liberamente
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