| UN INGLESE A CACCIA DI OSSA |
| Gervasio di Tilbury narra che al tempo di re Ruggero di Sicilia un gran dotto inglese si presentò a lui chiedendogli un dono: le ossa di Virgilio, che allora non si sapeva dove fossero. (Le voleva, avrebbe spiegato più tardi, perchè con certi scongiuri avrebbe ottenuto che gli svelassero tutti i segreti dellarte magica di Virgilio). Ottenuto lassenso del re, con le lettere sovrane si recò a Napoli, e i napoletani facilmente gli promisero ciò che credevano non si sarebbe trovato mai. Grazie alle sue arti linglese localizzò invece il sepolcro del grande poeta-mago nelle viscere di un monte dove nessuna pur minima fenditura ne denunciava la presenza: lo scheletro di Virgilio vi giaceva intero e sotto il capo aveva un libro contenente larte notoria (che insegnava a procurarsi la conoscenza di certe scienze mediante losservanza di date pratiche) e varie scritture relative ai suoi studi.A questo punto però i napoletani cambiarono idea: pensando che Virgilio avesse ben nascosto la sua sepoltura per impedire che le sue ossa venivano portate altrove, e temendo che se ciò fosse avvenuto la città ne avesse a soffrire grave danno, dissero allinglese di accontentarsi del libro. Poi posero le ossa dentro un sacco e le collocarono a Castel di Mare (oggi Castel dellOvo), secondo alcuni dietro uninferriata, dove le mostravano a chiunque volesse vederle, secondo altri murate in un luogo segreto. |
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