SANTA MARIA DONNAREGINA
Vico Donnaregina, 8/a
Foria

Le prime notizie su un convento di suore "col titolo di San Pietro del Monte di Donnaregina" risalgono già all'inizio dell' VIII secolo, e la dominazione di "Donnaregina" si deve probabilmente riferire al nome del proprietario del terreno su cui sorgeva il convento .

La chiesa originaria fu fortemente danneggiata dal terremoto del 1293, e la regina Maria D'Ungheria, moglie di Carlo II d'Angiò Re di Napoli, volle finanziare la costruzione di un nuovo monastero. Le sue spoglie trovarono degna sepoltura nel monumento funerario, opera dello scultore ed architetto senese Tino da Camaino, che si trova sulla parete sinistra della navata .

La costruzione della chiesa aveva avuto termine verso il 1315. Si tratta di un'originalissima architettura gotica ad una navata, con un ampio coro delle monache situato su quattro campate di volta a crociera, per circa una metà della lunghezza della navata stessa. Era quella la zona della chiesa riservata alle suore di clausura, dalla quale le monache assistevano alle funzioni religiose.

L'edificio era all'origine completamente affrescato, come dimostrano le traccie di decorazione presenti persino all'interno delle finestre e sulle nervature della volta absidale, anche se malauguratamente oggi sono presenti vastissime lacune . L'inizio dei lavori di affrescatura può essere collocato intorno al 1320, ad opera di un gruppo di maestranze formatesi a Roma probabilmente al fianco di Pietro Cavallini nella chiesa di San Cecilia in Trastevere . A questo primo gruppo di maestri, caratterizzati da un gusto arcaico che certamente non doveva dispiacere alla vecchia regina, si devono la decorazione della navata con coppie di personaggi del nuovo e del vecchio testamento, quella della controfacciata con il giudizio universale e le storie della passione sulla perete sinistra del coro. Databili invece alla fine del terzo decennio del secolo sono le storie di S.Agnese e di S.Caterina, sulla parete destra del coro, e le storie di S.Elisabetta sulla parte inferiore della parete sinistra.

Tutti gli affreschi trecenteschi furono fortemente danneggiati da un'incendio provocato da un fulmine caduto sul tetto della chiesa nel 1390; il calore delle fiamme, oltre ha consumare del tutto gli strati superficiali dei dipinti, ne ha anche alterato irreversibilmente la tonalità originale conferendo ai colori a base di terre una diffusa tinta rossastra, appunto da "terre cotte" .

All'inizio del XVII secolo le suore vollero la costruzione di una chiesa consona al nuovo gusto barocco e sorse così la chiesa di Santa Maria Donnaregina nuova, che si affaccia sulla piazza dell'Arcivescovado. L'abside della vecchia chiesa fu tagliata in un angolo di quella della chiesa moderna, e ripristinata nelle forme originali nell'intervento di restauro del 1928-34.

Laura Giusti

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