| SAN PIETRO A MAJELLA |
| Tribunali La fondazione della chiesa e dell'annesso convento (l'attuale Conservatorio di musica) risale ai primi del Trecento e viene generalmente attribuita a Giovanni Pipino da Barletta la cui arca sepolcrale è infissa nella parete sinistra del transetto. In origine la chiesa, dedicata all'eremita Pietro da Morone, eletto Papa con il nome di Celestino V nel 1313, era più piccola, di forma quasi quadrata, ed era preceduta da un atrio. L'impianto della chiesa mostra l'adesione ai canoni dell'architettura cistercense in particolare nella parte absidale a pianta rettangolare fiancheggiata da due cappelle per lato. Risale alla metà del secolo XVI il ciclo di affreschi della cappella Leonessa con Storie di San Martino, e quello attribuito al Maestro di Giovanni Barrile della seconda cappella a sinistra del presbiterio. La chiesa, dopo l'incendio del 1407, fu restaurata e ampliata. I lavori terminarono solo all'inizio del secolo XVI e compresero lo spostamento in avanti della facciata (originariamente allineata al campanile) e l'arricchimento della chiesa di importanti opere d'arte come il pavimento maiolicato della prima cappella a sinistra del presbiterio e il coro intarsiato. Il secondo momento di grossa ristrutturazione risale alla metà del Seicento quando la chiesa gotica fu adattata ai nuovi canoni estetici del barocco . Risalgono a quell'epoca le tele di Mattia Preti incassonate nel soffitto ligneo della navata e del transetto, gli affreschi di Nunzio Russo e di Onofrio De Lione, tutta la parte absidale con l'altare maggiore di Pietro e Bartolomeo Ghetti e la balaustra di Cosimo Fanzago. Nel 1799 il convento e la chiesa furono soppressi e iniziò un lungo periodo di abbandono e distruzione. Solo dopo circa un secolo iniziarono i
lavori di restauro (1888-1927) che tendevano a restituire alla chiesa la sua originale
forma gotica pur consevando alcune delle opere realizzate nei secoli XVII e XVIII . |
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