SANTA MARIA DELLE ANIME DEL PURGATORIO AD ARCO
Tribunali

La piccola chiesa del Purgatorio ad Arco è annessa ad una Congregazione fondata fin dal 1604 con la finalità di raccogliere fondi per celebrare sacre funzioni in suffragio delle Anime del Purgatorio. E' detta ad Arco in ricordo di una torre medievale posta al quadrivio tra via Tribunali, via Atri e via Nilo e demolita a metà del Cinquecento. Tradizionalmente attribuita a Cosimo Fanzago, sappiamo che questi vi intervenne entro il 1652 per il parziale rifacimento della facciata . Suo è il primo ordine con la decorazione della fascia marcapiano dove clessidre, teschi e femori incrociati sono evidenti richiami al tema della morte, tema fortemente sentito dalla cultura popolare napoletana e ancor oggi vivo, come testimonia la quotidiana offerta di fiori freschi ai teschi bronzei posti su pilastri in piperno all'ingresso della chiesa. Alla ristrutturazione del 1716 si devono il completamento della facciata, il portale in marmo e bardiglio e la Madonna delle Anime Purganti sul timpano, opere documentate del palermitano Giuseppe de Marino.

L'interno, a navata unica con piccole cappelle laterali, concentrata nella zona absidale una ricca decorazione a tarsie marmoree di Dionisio Lazzari (1655-69), il cui linguaggio figurativo è impreziosito dall'uso di molte varietà di marmi e della madreperla .

Anche internamente la decorazione seicentesca riproponendo simboli collegati al "memento mori" è ulteriore momento di riflessione sul tema della morte . Si segnala il grande rilievo con Teschio alato posto alle spalle dell'altare maggiore, che alcuni studiosi assegnano a Cosimo Fanzago per analogia con i teschi del chiostro dei monaci della Certosa di San Martino ed altri a Dionisio Lazzari. La pala d'altare con la Madonna delle Anime Purganti di Massimo Stanzione (circa 1635), inserita in una ricca architettura di apparato, alla quale si volge inginocchiato uno dei principali benefattori della chiesa, Giulio Mastrilli, ritratto mirabilmente nel marmo da Andrea Falcone nel 1672.

Nella terza cappella a sinistra si segnala il Transito di San Giuseppe di Andrea Vaccaro, databile alla metà del Seicento e nella terza cappella a destra il Sant'Alessio moribondo è opera giovanile di Luca Giordano, firmata e datata 1661. Al di sotto della navata si estende il cimitero, un tempo luogo privilegiato di rituali volti alla comunicazione con le Anime del Purgatorio.

Gemma Cautela

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