SAN PAOLO MAGGIORE
Tribunali

La basilica di San Paolo Maggiore si erge nel cuore della città greco-romana con posizione scenografica emergente sul decumano maggiore, oggi via Tribunali, perchè edificata sul podio di un tempio di età tiberiana dedicato ai Dioscuri.
Nell'VIII secolo sui resti del tempio fu costruita la chiesa cristiana dedicata a San Paolo, in ricordo della vittoria dei Napoletani sui Saraceni conseguita negli anni 788-789.
La chiesa aveva la stessa ampiezza del tempio, di cui conservava il grandioso prospetto.

Nel 1538 la chiesa paleocristiana fu affidata ai Padri Teatini, presenti a Napoli dal 1532 insieme con il loro fondatore San Gaetano Thiene.
A partire dal 1538 i religiosi diedero avvio a radicali interventi di ristrutturazione della basilica su progetto dell'architetto teatino Francesco Grimaldi . I lavori si interruppero dopo poco per riprendere nel 1588-89 sotto la direzione di Giovan Battista Cavagna.
Fu costruita la navata centrale e nel 1671 su progetto di Dionisio Lazzari la facciata della chiesa fu ampliata e collegata al pronao del tempio pagano eliminando la distanza tra i due edifici prcedentemente sistemata a giardino.

L'interno della basilica fu ampliato dal 1626 al 1635 con l'intervento di Giovan Giacomo di Conforto che aggiunse le due navate minori e le cappelle laterali.
La basilica è a tre navate con cappelle laterali, transetto senza cupola, abside quadrata con angoli amussati e due cappelle ai lati.
La volta della navata, gravemente danneggiata dai bombardamenti della 2a guerra mondiale, conserva in stato frammentario uno dei più importanti cicli di affreschi di Massimo Stanzione datati intorno al 1644.
Nella navata centrale il gruppo marmoreo con l'Angelo custode può considerarsi tra le più importanti realizzazioni scultoree del Settecento napoletan, databili tra il secondo e il terzo decennio del secolo ed è opera dello scultore Domenico Antonio Vaccaro.
Nella navata destra merita particolare attenzione la cappella della Madonna della Purità per la preziosità dell'ambiente riccamente rivestito da tarsie marmoree tra il 1641 e il 1671 ed adornato da dipinti e sculture.

Sulla sinistra del presbiterio la cappella della famiglia Firrao, elegantemente decorata da tarsie marmoree tra il 1640 e il 1642 conserva due sculture di Giulio Mencaglia raffiguranti la Madonna delle Grazie ed il ritratto di Antonio Firrao sulla destra. Il ritratto di Cesare Firrao, sulla sinistra, è opera di Giuliano Finelli, collaboratore dei Bernini a Roma.
La volta e le pareti della sacrestia sono decorate da un singolare ciclo pittorico tardo-barocco affrescato da Francesco Solimena nel 1689-90 . Alle pareti la Caduta di Simon Mago e la Conversione di San Paolo, nella volta Virtù allegoriche.

Gemma Cautela

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