Con la venuta degli Angioini a
Napoli, Carlo I diede impulso allo sviluppo della città nella zona sud-orientale. Qui il
re fece trasferire il Mercato, per la vicinanza con il porto; venne abbattuto l'antico
"Borgo del Moricino" e in quello spazio furono sistemate le baracche ed i
banconi dei commercianti. Questa nuova area di sviluppo urbanistico della città acquisì
subito le funzioni conservate fino ad oggi, ma già allora viveva le contraddizioni dei
nostri giorni: da una parte la zona commerciale, movimentata durante il giorno, dall'altra
le zone circostanti, degradate e superaffollate, dove si viveva di espedienti e di
malaffare, come si legge nella novella di Boccaccio "Andreuccio da Perugia".
La realizzazione di un intervento urbano di grande dimensione, che
trasformò notevolmente l'intera zona del Mercato, si ebbe sul finire del secolo scorso in
seguito al colera del 1884. In quella circostanza il governo intervenne, finanziando opere
di risanamento igienico ed edilizio . Furono demoliti i fondaci, i tuguri dei quartieri
bassi e furono aperte nuove strade e piazze spaziose.Piazza
Mercato
La piazza in origine era un vasto spiazzo che i Normanni cinsero di
mura e chiamarono prima Arena e poi il Campo del Moricino. La zona, fin dai tempi antichi,
era frequentata da trafficanti di ogni nazionalità e religione, ma in prevalenza
orientali, chiamati genericamente "Mori"; di qui prese il nome il "Campo
del Moricino". Successivamente, durante il periodo angioino, tra gli interventi
voluti da Carlo I, furono inglobati nella nuova murazione i borghi del Campo del Moricino
e fu dato impulso allo sviluppo della città nella zona sud-orientale, nella quale furono
costruiti assi vari e vennero edificate residenze ed edifici religiosi.
L'attuale sistemazione della piazza risale alla seconda metà del XVIII
sec., quando il Borbone dispose il riordino del Mercato, affidando l'incarico
all'architetto siciliano Francesco Seguro. Nella parte centrale della piazza si possono
ammirare due fontane simmetriche, eseguite alla fine del 700 dal Seguro, formate da un
obelisco a forma di piramide che poggia su una base molto alta, decorata con festoni,
fiori e ghirlande. Esse servivano da abbeveratoio per le bestie . Agli angoli delle
piramidi vi sono quattro sfingi o leoni che in una sono stati asportati nell'altra
decapitati. Ritrovate sono state restaurate e collocate al loro posto.
Il Mercatino di Sopramuro
Fra Porta Nolana e il Mercato si trova il mercatino di Sopramuro
detto più comunemente 'ncoppe 'e mura . Qui si vende di tutto: il pesce fresco
(dentici, spigole, sogliole, triglie, alici, cozze, granchi, aragoste, mazzoni e
maruzzelle) e poi frutta e ortaggi, sigarette, spighe, castagne ...
E ci sono molti negozi; bar, calzolai e "abbigliamento",
salumerie, trattorie, macellerie e venditori ambulanti e bancarelle. C'è, poi, la
pizzeria detta "Bella figliola" con esposizione di pizze, zeppole e frittelle.
Da Sopramuro si diramano vicoli e stradine dai nomi storici: Gabella della Farina, vico
Pergola, Lavinaio, Vetreria Vecchia.
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