BORGO MARINARI
Il Borgo Marinaro
Il Borgo pittoresco è particolarmente animato, con il porticciolo turistico, i bar, i ristoranti e merita una passeggiata. Fu progettato alla fine dell'800 su di un riempimento, da realizzarsi ad est del Castel dell'Ovo, per ospitare, in fabbricati popolari, gli abitanti delle case malsane dei vicoli di S.Lucia destinate all'abattimento per risanare la zona. I lavori proseguirono molto lentamente e si conclusero agli inizi del'900, ma i Luciani, abitanti di S.Lucia, preferirono trasferirsi nel già sovraffollato Pallonetto, uno dei vicoli che ancora oggi si arrampica sui finachi della collina di Pizzofalcone. Così le abitazioni del borgo vennero prese in affitto per la villeggiatura data la presenza di numerosi stabilimenti balneari nella zona di fronte al castello e cominciarono una fortunata attività i ristoranti come "Starita" oggi "Transatlantico", "Zi Teresa" e la "Bersagliera".
Nel vicino "Santa Lucia" si potevano gustare le acque minerali che sgorgavano sulla costa. Queste acque ferrate, sulfuree ed acidule conservate nelle "mummarelle" (recipienti di terracotta) venivano pure vendute dagli acquafrescai nei loro caratteristici chioschi adorni di limoni. Le fonti minerali furono chiuse e la vendita dell'acqua vietata negli anni sessanta per potervi costruire un'albergo con la scusante di inquinamento sospetto della falda. La colmata a mare non modificò soltanto la zona intorno all'isolotto di Megaride, ma anche Via S.Lucia che con la costruzione di via Partenope e di Via N.Lauro fu per sempre separata dal mare e divenne una via interna.
Sul nuovo lungomare sorsero splendidi alberghi come il Vesuvio (1882) arredato in stile liberty che ospitò il tenore Enrico Caruso ed il Santa Lucia costruito nel 1903.
Di fronte all'isolotto di Megaride si erge la collina di Pizzofalcone parte dell'antico cratere del Monte Echia.
Prima della colmata della fine del secolo scorso il mare lambiva la riva di S.Lucia e del Chiatamone ed aveva scavato nei fianchi tufacei del colle, numerose grotte dette platamonie fatte murare nel 1563 dal vicerè Pedro de Toledo dove secondo alcuni studiosi Petronio Arbitro ambienta alcune avventure del Satyricon. La voce greca platamon indica una costa rocciosa con cavità naturali ed è interessante notare che il mutamento fonetico di PL in CHI, frequente nel dialetto napoletano, ha dato origine a Chiatamone nome della via che oggi ai piedi della collina parallelamente a Via Partenope. 

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