LE FONTANE
La fontana del Nettuno
Nella Piazza Giovanni Bovio, comunemente chiamato, dai napoletani Piazza Borsa, c'è la più bella fontana di Napoli: il "Nettuno", che consente di ammirare, oggi cinque grandi artisti in un unico lavoro: Fontana (disegno), D'Auria (esecuzione), Naccherino (Nettuno), Fanzago (ampliamento) e Bernini (mostri e delfini).
Prima dell'attuale collocazione, la fontana ha subito nel tempo vari spostamenti; è stata sulla piazza del palazzo reale e nel largo di Castel dell'Ovo. Nel 1900 il Comune decise che avrebbe figurato meglio nella piazza della Borsa, all'inizio del Corso Umberto I. Oggi, è possibile ammirarla in via Medina da dove poi riverrà spostata e risistemata in Piazza G.Bovio. 

La fontana dell'Immacolatella
Si può ammirare in Via Partenope, poi Via N. Sauro, la fontana a tre archi e arricchita da statue di Pietro Bernini e Michelangelo Naccherino.


La fontana di S.Caterina a Formiello
Costeggiando da sinistra Castel Capuano si arriva in piazza Enrico De Nicola, ove di fronte vediamo la chiesa di San Caterina a Formiello, con l'antica porta Capuana ed addossata al frontone del Castello la fontana di Formiello, una delle più antiche della città che prese il nome, come dice il Capasso, dalla voce del vicino formale o canale dell'acquedotto che lo alimentava.
Distrutti quasi completamente i grandiosi acquedotti costruiti dai romani, Napoli veniva fornita di acqua potabile oltre che dalle locali sorgenti, dell'antichissimo "Acquedotto dell Bolla" che aveva origine dalla valle del Sebeto. Della fontana del Fornello se ne trova menzione fin dai tempi di Giovanna I, nelle opere del Giureconsulto Luca da Penne, che, per quanto professore anche lui di un mulino, si lamentava che l'acqua che doveva servire per il pubblico veniva deviata per alimentare mulini privati. Oggi la fontana appare in decadimento, richiederebbe un restauro.

La fontana del Sebeto

A pochi passi da Santa Maria del Porto, al Largo Sermoneta, si trova la Fontana del Sebeto. Nel 1635 il vicerè Fonseca affidò allo scultore Carlo Fonzaco, figlio del più celebre architetto Cosimo, il progetto di una fontana che avrebbe dovuto comprendere una statua raffigurante il Sebeto, antico fiume campano. Il Sebeto viene rappresentato come un vecchio dalla barba fluente adagiato su una conchiglia tra due tritoni che sulle spalle portano delle buccine (piccoli vasi) dai quali sgorga l'acqua. La fontana è riccamente decorata con stemmi e piramidi. Per qualche secolo trovò posto vicino alla statua del gigante, a Largo di Palazzo (attualmente via Cesano Console), poi ebbe varie destinazioni, finali; nel 1903, fu sistemata in via Partenope e poi a Largo Sermoneta.  

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