| IL DECUMANO SUPERIORE: GLI SCAVI DI SAN LORENZO MAGGIORE |
| Via dei Tribunali Decumano Superiore Cenni Storici Passeggiando invece lungo l'odierna vie dei Tribunali, il campanile in laterizio antistante la basilica di S.Maria Maggiore, detta la Pietrasanta (una delle più antiche basiliche napoletane), unico superstite di questa tipologia Alto Medievale, ingloba nella propria struttura numerosi elementi decorativi : svelte colonnine, sormontate da capitelli e frammenti di architrave, elementi di decorazione architettonica, di trabeazioni decorate con motivi geometrici e floreali: sono numerosi gli elementi, tutti marmorei, che, incastonati in ogni ordine dalla più tarda costruzione romana in laterizio dalla base sino alla sommità, ricordano l'avvenuta spoliazione di un edificio precedente, di cui la sontuosa decorazione in marmo denuncia una probabile origine pubblica. Dal chiostro di San Lorenzo Maggiore, si accede agli scavi oggi completamente accessibili al pubblico, che rappresentano la parte più affascinante del viaggio della Napoli sotterranea. Gli scavi condotti pressocchè ininterrottamente sino al 1993, hanno messo in luce un complesso costituito da un edificio di forma quadrangolare, articolato su due livelli databile al periodo fra la fine del principato di Nerone e gli inizi dell'età flavia. Al livello inferiore, ubicato esattamente al di sotto del transetto della chiesa, l'ala orientale del monumento si apre direttamente su di una strada rifatta nel V sec. d.C. ed evidente ristrutturazione di pavimentazioni precedenti ed è perpendicolare al tracciato della soprastante via dei Tribunali. Una serie di ambienti si apre sulla strada: tutto l'insieme rivela una unica concezione archietettonica; gli ambienti più interni, infatti, appaiono coperti da un'unica volta a botte, divisi da occlusioni in opera reticolata. Gli ambienti anteriori, invece, pur non lontani dai primi nelle dimensioni e nelle caratterisitiche costruttive, hanno coperture singole, voltate in senso NORD-SUD ed aperture ad arco. Si tratta in massima parte tabernae, ovvero di botteghe, almeno nell'ultima fase, furono utilizzate come sedi misere e provvisorie di produzioni artigiane. Il pavimento e la soglia delle botteghe sono ad una quota sensibilmente superiore a quella originaria, evidentemente per evitare le ingressioni di acqua piovana, frequenti a causa del brusco pendio che la strada assume pochi decenni prima del definitivo interro dell'area, sul finire del V sec. d.C. L'ala occidentale dell'edificio, ove l'indagine non è ancora conclusa mostra una serie di ambienti impostati ad una quota sensibilmente superiore a quelli delle ali precedenti. Lo scavo condotto nella soprastante area del chiostro ha consentito nuove informazioni realtivamente al livello superiore dell'edificio di epoca romana, di cui alcuni dati erano noti a seguito e di lavori svolti nel 1954 sotto la Sala Capitolare e completarne la conoscenza. In questa area era infatti senza alcun dubbio ubicato macellum, cioè il mercato pubblico di Neapolis, caratterizzato, secondo una tipologia molto diffusa, ad un'area porticata pavimentata in marmo e circondata da una serie di tabernae, al centro della quale era un'edificio circolare, la tholos, posto su tre gradini rivestiti di marmo di cui restano ampie tracce. Notevoli sono le tracce della fase greca assegnabile ai primi anni del IV sec. a.C. L'edificio romano poggia infatti sulle fondazioni di un preesistente edificio ocn pari andamento a tutta la sistemazione romana riutilizza e perpetua un sistema di terrazzamento già adottato nel IV sec. a.C. . |
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