PALAZZO DIOMEDE CARAFA DI MADDALONI
Via San Biagio ai Librai

Cenni Storici
Nell'allora seggio del Nilo, sorge l'austero Palazzo fatto erigere da Diomede Carafa, primo Conte di Maddaloni. Questi, familiare di re Alfonso d'Aragona, valoroso guerriero, poeta ed abile politico, fu anche un appassionato cultore d'arte.

Il Palazzo documenta la straordinaria fusione, di cui non mancano altri esempi nel napoletano, tra elementi decorativi di gusto  classico o ancora gotico e la tecnica costruttiva prevalentemente catalana . La facciata, rivestita da bugne rettangolari poco aggettanti in tufo, è decorata con un'elegante cornice sorretta da mensole.

Il portale marmoreo reca la data 1466 nonchè l'epigrafe che ne immortala il fondatore . Nel portone d'ingresso ligneo, a due battenti con dodici riquadri scolpiti a traforo, sei per ciascun battente, sono rappresentate le insegne della famiglia Carafa: straordinario esempio d'intaglio tardo-gotico.

Diomede, in linea con il suo amore per l'antichità, arricchì poi il Palazzo con statue e frammenti antichi nelle nicchie dell'androne, nel cortile e lungo lo scalone. Sul portale compaiono due busti di imperatori ad una statua in una nicchia e le due teste, al di sotto della cornice di coronamento  sui due spigoli della facciata, sono i ritratti del Carafa e di sua moglie .

Nel cortile del Palazzo è conservata la testa di cavallo, copia in gesso bronzato di quella famosa di bronzo forse di età tardo-ellenistica donata da Lorenzo il Magnifico a Diomede Carafa e dal 1809 conservata nell'allora Museo Reale, ora Museo Nazionale.

Il Palazzo, dopo varie traversie ereditarie a seguito della morte di Diomede, tornò ad essere cenacolo di arte e di scienza a meta '700 con Francesco Carafa di Colubrano e nel 1813 fu acquistato dall'avvocato Santangelo che vi raccolse una grande collezione, poi dispersa, di quadri, vasi, monete ed una ricca biblioteca.

Iniziò da allora una lenta e inarrestabile decadenza e sarebbe auspicabile, data l'importanza storica ed artistica dell'edificio e la centralità del luogo dove sorge, nel cuore del centro storico, un riuso più adeguato del Palazzo, dove potessero trovare posto documentazioni topografiche ed urbanistiche del centro antico, nonchè una piccola biblioteca specializzata, perpetuando così l'antica tradizione di luogo di cultura .

Lilia Rocco

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