| CASTEL SANT'ELMO |
| Largo San Martino 1.
Tel. 081-5784030. Orario: martedì-domenica 9.00-14.00. Lunedì chiuso. Nel 1329 Roberto d'Angiò ordinò la costruzione di un complesso militare sulla collina di S. Erasmo (attuale S. Martino) con lo scopo, da un lato, di controllare le strade che conducevano in città da parte delle alture che la circondavano e, dall'altro, di tenere sott'occhio l'agglomerato urbano sottostante. Nel suo disegno strategico il re angioino fu certamente preceduto dai Normanni, i quali, nel 1170, fecero erigere sulla stessa collina una torre d'osservazione che, nel tempo dovette assumere dimensioni molto più ampie. Di questa costruzione si sa poco solo che si chiamava Belforte ed era circondato da una rigogliosa vegetazione. Più cospicue sono le notizie circa il maniero voluto da Roberto ad esempio il nome degli architetti: Francesco di Vito, Tino da Camaino e Atanasio Primario. Nel 1348 il castello, appena finito, dovette sostenere il suo primo assedio da parte del re d'Ungheria, Ludovico, che aveva organizzato una spedizione contro il regno di Napoli per vendicare il fratello Andrea, la cui uccisione era attribuita vox populi a sua moglie, la regina Giovanna d'Angiò. Ma la permanenza del re Ludovico durò poco perché lo scoppio di una micidiale pestilenza lo indusse a far fagotto al più presto. Una seconda spedizione si ebbe nel 1350 e si concluse con una pace seguita a convulse trattative. Seguì una dura lotta tra i rami d'Angiò e Durazzo e l'altra regina Giovanna di Durazzo vendette il castello ad un suo amante per 2500 ducati. Il nostro maniero divenne di nuovo il più ambito obiettivo militare quando, successivamente, Francesi e Spagnoli si contesero il possesso del regno di Napoli. Il re di Spagna Carlo V decise di ricostruire ex novo il castello e a promuovere l'iniziativa fu Pedro de Toledo, l'unico viceré spagnolo che, quando decideva di fare qualcosa, lo faceva con la dovuta serietà e con indiscutibile efficienza: egli, infatti lasciò a Napoli un'impronta indelebile, conferendo al centro storico parte delle soluzioni urbanistiche che ancora oggi lo caratterizzano. L'architetto militare fu spagnolo, Pietro Luigi Scribà (Pirro Louis Escrivà) di Valenza, che iniziò ad operare nel 1537 effettuando una generale fortificazione dell'intera altura di S. Martino. Lo Scribà concepì il maniero, unico per impianto planimetrico e tipologia costruttiva, a pianta stellare con sei punte comprendente le aree destinate alla difesa, alla polveriera, l'alloggio per il castellano e quelli per la guarnigione, ampi cortili e sotterranei, ambienti per la detenzione, vasti magazzini, una chiesa e una colossale piscina in grado di assicurare un abbondante rifornimento idrico. Fu realizzato "sfettando" una collina tufacea, sulla cui sommità si eregeva il Belforte o Castel Sant'Erasmo, la residenza fortificata che Roberto d'Angiò aveva fatto costruire nel 1329 da Tino di Camaino. Un'opera "ciclopica" con mura in pietra tanto spesse e robuste da risultare praticamente inattaccabili. Il Castello spagnolo conservò sulla vasta Piazza d'armi i resti dell'antico forte angioino, che fu nel 1582, distrutto da una esplosione. L'imponente fortezza fu progettata dall'Escrivà secondo uno schema "a doppia tenaglia" con sporgenze e rientranze simmetriche per la sistemazione delle artiglierie, dodici ampie cannoniere aperte in cavità, alte mura e profondo fossato. L'impianto stellare a sei punte consentiva l'impiego di pochi uomini ed armi per la difesa del forte, che nei documenti di quegli anni è chiamato San Telmo, dal nome di un santo spagnolo domenicano. Castel Sant'Elmo fu una delle più importanti fortezze del Regno di Napoli e rappresentò il fulcro del compatto sistema difensivo della città attuato da Pedro de Toledo. Quando nel 1538 fu posta l'epigrafe sulla monumentale porta di ingresso, sormontata dallo stemma di Carlo V con l'aquila bicipite asburgica, i lavori dovevano essere solo in parte conclusi. Organizzata come una vera e propria cittadella, che
poteva contenere fino a 3000 soldati, con castellano che aveva giurisdizione civile e
militare, concentrava sulla Piazza d'armi gli alloggi del castellano, degli ufficiali e
della guarnigione e la chiesa. Per la particolare posizione dominante Castel
Sant'Elmo, con la contigua Certosa di San Martino, è uno dei monumenti più
rappresentativi e più raffiguranti nelle piante, nelle vedute e nei "ritratti"
della città. |
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