1)
Collina e monastero de "il Deserto" - C4
La chiesa seicentesca, recentemente restaurata, presenta splendidi stucchi ed un
interessante pavimento maiolicato dl settecento. Ammirevole è l'elegante facciata del
1689. Nell'annesso conservatorio delle Carmelitane Scalze si custodisce un'importante
collezione di centinaia di busti e braccia lignei contenenti reliquie di santi martiri dei
primi ani della cristianità provenienti da catacombe romane.2) S.Costanzo - F2
E' la collina più alta del territorio massese e consta di due cime. Su quella orientale
(486 m.) spicca la piccola Cappella di S.Costanzo del XVI secolo; girando attorno
all'edificio si godono splendidi panorami sui golfi di Napoli e di Salerno e sui rilievi
Monti Lattari. L'altra cima (Santa Croce, 495 m.) non è accessibile, ma i sentieri che la
aggirano offrono grandiose viste sulla vicinissima Capri.
3) Punta della Campanella - G1
Estremità della Penisola Sorrentina, vertice fra i Golfi di Napoli e Salerno, dista solo
5 Km. dall'isola di Capri. Vi sorgeva il tempio greco di Athena (da cui Athenaion) successivamente
dedicato a Minerva (da cui Promontorium Minervae). I pochi ruderi oggi visibili
appartengono ad una villa romana del I-II sec. Poco a valle si erge la Torre Minerva,
costruita nel 1334 e rifatta nel 1567.
Escursione Punta
Campanella
Partenza: Termini
Arrivo: Punta Campanella
Tempo previsto per l'escursione: 45
minuti
Un'immersione nel mito, un
percorso naturalistico e botanico è l'escursione a piedi alla Punta della Campanella,
l'estremità della Penisola Sorrentina di fronte a Capri, che divide le due costiere,
quella sorrentina, appunto, e quella amalfitana. In estate è consigliabile per evadere
dalle affollate località balneari; per la straordinaria abbondanza delle bacche di mirto
qui usate per produrre un liquore di antichissima tradizione un rosolio aromatico e ricco
di sapore.
Ma intanto raggiungiamo, da Sant'Agata, Nerano o Massa Lubrense, la deliziosa località di
Termini, sita su un terrazzamento che domina Capri: in tre quarti d'ora raggiungeremo la
Punta e avremo la sensazione di toccare la magnifica isola delle Sirene e i suoi
Faraglioni.
Imboccando una stradina a destra della piazzetta, scendiamo da un'altezza di circa
trecento metri, fino a costeggiare le case di Cercito. Piu avanti, c'è il vallone della
Cala di Mitigliano. Il paesaggio di olivi - che danno un olio sopraffino, prodotto in
quantità limitata in un frantoio - si alterna alla macchia mediterranea, più arida man
mano che ci si avvicina al mare. Dopo un tratto pianeggiante, grandi massi calcarei
disegnano un magnifico paesaggio, con la diruta Torre di Namonte che lo rende piu
romantico. Piu avanti, scendendo, gli strapiombi incorniciano una baia e di fronte Capri
si staglia mostrando il suo profilo piu bello: quello del lato est, da Monte Tiberio ai
Faraglioni, con la grande massa del Monte Solaro incombente.
Prendiamo il tempo per contemplarla e raccogllere le preziose bacche del cespuglio sacro
ad Apollo, per poi avviarci di nuovo calpestando il lastricato antico, per il percorso del
Promontorium Minervae, cioc il tratto terminale dell'antica Via Minerva nei pressi del
famoso Tempio di Minerva la cui area è stata identificata, ma non si è ancora attivata
una seria campagna di scavi. Arriviamo alla Torre Minerva, d'epoca angioina. Fu fatta
costruire nel Trecento da Roberto d'Angiò perché segnalasse, col suono di una
campanella, appunto, l'arrivo dei pirati saraceni. Il ruolo di sentinella del golfo, ora,
è conferito alla torre da un faro della portata di 16 miglia: da piu di tremila anni
comunque, la punta di roccia veglia sui naviganti, spesso minacciandoli con i suoi scogli
insidiosi quando le correnti delle Bocche di Capri sballottano le imbarcazioni: proprio
qui Goethe stava per naufragare nel 1787, durante il suo ritorno dalla Sicilia verso
Napoli. Nei pressi della torre, ad est della quale si può arrivare al dirupo che sovrasta
la Baia di Ieranto, si scorgono resti di una villa romana. Ma cogliete le bacche: con
mezzo chilo lasciato in infusione per 40 giorni in un litro dl alcol poi mescolato ad
acqua (750 grammi), zucchero (450 grammi sciolto in acqua) e filtrato, si ottiene il
liquore rosso-violaceo dal fragrante aroma, che si gusta al meglio dopo averlo lasciato
insaporire per un mese prima di berlo.
4) Ex collegio della Compagnia di Gesù e Torrione -
C2
Costruito ai primi del XVII secolo sui ruderi della villa della regina Giovanna d'Angiò
(XV secolo) leva la sua mole imponente sull'antico casale di Guarrazzano. All'edificio,
localmente noto come Quartiere, è collegata con un arco una altrettanto
imponente torre di difesa detta Torrione.
5) Il "Cerriglio" - B2
Fin dal XV secolo residenza della famiglia De Martino tra i quali è noto un Ferrante
detto Rachione nome che oggi è attribuito all'intero rione. Interessante è il
colonnato in tufo con busti marmorei e il ninfeo posto in fondo al viale. Al complesso nel
XVII secolo fu annessa anche la cappella di San Giovanni Battista.
6) Castello di Massa - D2
Del castello (XIV-XVII secolo) oggi sono note la torre cilindrica e il bastione-cisterna
troncopiramidale che dominano la collina. Sono leggibili almeno altri quattro bastioni
che, unitamente alla "muraglia", cingevano la trecentesca Città di Massa. Fu
ricostruito nell'assetto attuale dopo l'invasione dei Turchi del 1558.
7) Villa Rossi - D2
Per la sua posizione, di fronte a Capri, la villa fu scelta, nel 1808, da Gioacchino Murat
Re di Napoli per dirigere il vittorioso assedio all'isola occupata dagli Inglesi. Nella
stessa villa, il 17 ottobre, fu firmato l'atto di resa per mano di Hudson Lowe che di lì
a qualche anno diverrà carceriere di Napoleone a Sant'Elena.
|