I MUSEI DI AMALFI
  
   
La Storia delle famose CARTIERE di AMALFI
Le famose CARTIERE di AMALFI Gli amalfitani, grazie agli scambi con il mondo arabo, appena vennero a conoscenza della carta, ne intrapresero la fabbricazione carpendone i segreti dai mori. Favorita dalla presenza di numerosi corsi d'acqua e dalla crescente necessità di redigere scritture sia da parte delle Curie vescovili che dai notai, la carta comincin ben presto a diffondersi. Sebbene non si abbiano documenti ufficiali attestanti, con certezza, la datazione della produzione della carta, pur tuttavia una prova indiretta, datata 1220, ci viene resa da Federico II che proibe ai notai del regno e principalmente agli amalfitani, di utilizzare carta "bambagina" (come allora veniva chiamata la carta), per la redazione degli atti.

Ma la sua diffusione non si arrestò, tant'è che l'arte del fare la carta si diffuse ovunque lungo la costiera, soprattutto dopo che il Concilio di Trento obblign tutte le parrocchie a trascrivere gli atti dei sacramenti, delle morti e degli eventi religiosi. Dopo i notai e la chiesa, anche le università prima ed i vari uffici del regno poi, richiedevano carta per i loro atti; ben presto la carta di Amalfi, di qualità particolarmente pregiata, si diffuse rapidamente. Nel XV secolo, la carta di Amalfi raggiunse tale fama che molti autori stranieri pubblicavano le loro opere a Napoli pur di utilizzare tale pregiato prodotto. Ma il futuro si mostrava ingrato con le cartiere della costiera amalfitana, che con il trascorrere dei secoli vedeva sempre piu contrarre la produzione, non adeguata ai cambiamenti che la società affrontava.

Successivi eventi, alcuni tragici come le alluvione, hanno colpito duramente l'industria cartaria amalfitana, tant'è che oggi risultano funzionanti solamente due cartiere, e di queste solo una produce attivamente la famosa carta di Amalfi (cartiera Amatruda).

   Museo della Carta
Il Museo della Carta è posto nella zona interna del Comune di Amalfi, all’inizio della strada che porta alla Valle delle Ferriere. Questa interessante cartiera di proprietà di un cartario locale Nicola Milano, discendente di una delle più antiche famiglie che ha annoverato per generazioni maestri cartari tra i più autorevoli della Costiera, trasformando l'antica cartiera di famiglia in museo nel 1969.
All'interno sono conservate le attrezzature usate per la fabbricazione della carta: al pian terreno le ruote azionate dall'energia idraulica, i magli, le presse e i telai, su cui era il marchio della filigrana. Amalfi è stato uno dei primi luoghi d'Italia dove, fin dal secolo XII, si fabbricava la carta che gli Arabi importarono dalla Cina e diffusero sui mercati europei. Il marchio più antico di filigrana amalfitana conservato, risale al 1376. Fino agli inizi del XIX secolo erano in attività quattordici cartiere che producevano una carta molto pregiata. Nel museo si possono ammirare libri, stampe, incisioni e manoscritti realizzati su carta amalfitana. Amalfi è ancora oggi famosa per la fabbricazione della carta, di cui qualche fabbrica ancora attiva, produce una carta molto bella e raffinata con tecniche settecentesche.
La fabbricazione della carta, patrimonio storico della civiltà meridionale, racchiude in sé atmosfere e magie del passato, di una realtà, quella Amalfitana, ricca di gloria, viaggi e avventure.
Tra storia e leggenda si è voluto dare alla “carta a mano” la dignità di un’arte che in questi ultimi decenni ha subito una vera e propria emarginazione.Per iniziativa e merito di questo “Magister in arte cartarum” Amalfi ha dal 1969 il suo “Museo della Carta”.Questo museo ha sede in un’antica cartiera risalente al XIV secolo, o forse alla metà del XIII.
In questa cartiera – museo, unica al mondo nel suo genere, a seguito d’interventi di restauro conservativoè possibile ammirare gli attrezzi secolari usati nella produzione della carta a mano. Ben evidenti gli antichi magli in legno che, azionati da una ruota idraulica, battevano e trituravano gli stracci di lino, cotone e canapa precedentemente raccolti nelle possenti “Pile in Pietra”; la macchina Olandese installata nella cartiera – museo il 18 novembre 1745; la pressa settecentesca utilizzata per l’eliminazione dell’acqua in eccesso dei fogli; la macchina continua “ in tondo” o “a tamburo” per la lavorazione a “mano – macchina”.Tutte le antiche tecnologie per la produzione della carta (magli a pila, macchina olandese, macchina in tondo) sono state restaurate e rese funzionanti e sono azionate durante la visita con la forza e potenza delle acque del torrente "canneto" appositamente deviata in possenti torri di alimentazione in pietra. Il “museo della carta” si avvale, anche, di una sala operativa, realizzata in un moderno ambiente sovrapposto e di un’interessante biblioteca di settore con testi sulla storia, tecnica, industria della carta. I visitatori, ragazzi, studenti o semplici curiosi potranno, con un tuffo nel passato, con una visita guidata di 15–20 minuti in italiano o, anche, in inglese, francese e tedesco ripercorrere il processo di produzione dell’antica carta “Bambagina” d’Amalfi.
Orari d’apertura: ogni giorno dalle ore 10.00 alle ore 18.00
Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.museodellacarta.it. Per prenotazione è possibile telefonare allo 089.8304561 o scrivere all’indirizzo e_mail info@museodellacarta.it
Biglietto d’ingresso
€ 3.40  Riduzione per studenti e gruppi (min. 10 Pax): € 2.60 

   Museocivico

L'Antica Tavola Marinara Amalfitana Il museo conserva l'unica copia della Tabula Amalphitana e le Consuetudines Civitatis Amalphiae del XVI secolo. Si possono ammirare antichi strumenti nautici e ed altri oggetti della marineria medievale recuperati dai relitti trovati nei fondali marini. Vi è inoltre una sfera celeste del XVIII secolo. Nella stessa sala sono esposti i costumi usati nelle Regate Storiche. Il museo conserva infine opere di pittori locali.

Si ringrazia il sito "La Costa di Amalfi" per le foto e informazioni

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