| IL DUOMO DI AMALFI | ||
La facciata, di particolare bellezza, riedificata dopo il crollo del 1861, presenta pregevoli decorazioni musive: nel timpano e' raffigurato Cristo in trono tra i simboli degli Evangelisti e la podesta' terrena, su disegno di Domenico Morelli. A sinistra della facciata si erge il campanile, iniziato nel 1180 e ultimato nel 1276, il quale, seppur piu' volte restaurato, conserva l'aspetto originario. Utilizzato nel 1389 come torre di difesa nell'attacco compiuto dagli Angioini, si compone di un piano di bifore e di uno di trifore, elementi architettonici di evidente derivazione normanna e culmina con la variopinta cupola maiolicata, d'ispirazione araba. Imponente la porta in bronzo, fusa a Costantinopoli prima del 1066, che presenta rilievi con figure di Cristo, della Madonna e dei Santi Andrea e Pietro. L'interno della chiesa, a croce latina a tre navate, ricostruito in stile barocco, conserva affreschi, statue e altre opere d'arte di notevole interesse: si possono ammirare i dipinti di Andrea d'Asti, che ornano il soffitto della navata mediana e del transetto, la rinascimentale ancona marmorea con tre santi, la cinquecentesca tomba del vescovo Andrea d'Acunto e due amboni con decorazione musiva appartenenti alla chiesa originaria. Sulla parete interna si possono ammirare affreschi con scene della Vita di Cristo e di Sant'Andrea di Paolo Vetri (1929). Nell'atrio si aprono i tre ingressi del Duomo. L'ingresso centrale con le porte bronzee di Simeone di Siria (metà dell'XI secolo). Le porte, donate da un ricco mercante furono fuse a Costantinopoli. Da visitare poi la cripta, del 1253, nella quale sono custodite le reliquie di S. Andrea e una sua colossale statua, dono di Filippo III di Spagna, e la suggestiva cappella del Crocifisso, che conserva elementi duecenteschi. Dall'atrio del Duomo di Amalfi si accede
all'incantevole Chiostro del Paradiso, (seconda metà XIV sec.) uno degli edifici piu' noti e interessanti della cittadina. Fatto costruire
negli anni 1266-68 dall'arcivescovo Filippo Augustariccio come cimitero per i cittadini
illustri e benemeriti, il Chiostro e' una deliziosa costruzione in stile arabo costituita
da un peristilio di colonnine binate, che sostengono archi acuti intrecciati; al centro si
trova un grazioso giardinetto con palme. Lungo il
quadriportico si aprono sei piccole cappelle con frammenti di affreschi; il più
importante raffigura la Crocifissione opera del XIV secolo, di autore ignoto, attribuibile
a maestri di scuola giottesca forse Roberto Odorisio. Nel chiostro si conservano anche due
sarcofagi romani raffiguranti le Nozze di Peleo e Teti e il Ratto di Proserpina. Dal
chiostro si accede alla Basilica del Crocifisso, la prima Cattedrale, probabilmente del VI
secolo, restaurata nel IX. Abbandonato agli inizi del XVII secolo,
il Chiostro fu restaurato nel 1908; nelle gallerie si possono ammirare importanti
testimonianze di epoca romana e medioevale: due antiche colonne reggenti aquile, il
sarcofago del decurione P. Ottavio Rufo, due sarcofagi romani con bassorilievi
raffiguranti l'uno le nozze di Peleo e Teti, l'altro il ratto di Proserpina, un sarcofago
trecentesco e, infine, frammenti dell'antica facciata del Duomo. |
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