IL DUOMO DI AMALFI
Campanile del Duomo di AMALFI Dedicato a S. Andrea, il duomo di Amalfi sorge al termine di una ripida scalinata, e sovrasta l'omonima piazza al cui centro e' collocata la settecentesca fontana di S. Andrea o del Popolo. Una costruzione in cui si notano il segno degli stili e dei tempi di questi secoli: la facciata in maioliche policrome del XIX secolo, copre una struttura romanica ricca di motivi bizantini ed islamici, mentre l'interno, rimaneggiato fortemente nel corso del XVII e XVIII secolo, è barocco.
L'atrio del Duomo del XIII secolo è il risultato di un rifacimento ottocentesco: una loggia di colonnine ed archi a sesto ogivale chiude la parete esterna dell'atrio, mentre l'interno è sostenuto da colonne in granito su cui poggiano i blocchi di tufo che formano le crociere.

La facciata, di particolare bellezza, riedificata dopo il crollo del 1861, presenta pregevoli decorazioni musive: nel timpano e' raffigurato Cristo in trono tra i simboli degli Evangelisti e la podesta' terrena, su disegno di Domenico Morelli. A sinistra della facciata si erge il campanile, iniziato nel 1180 e ultimato nel 1276, il quale, seppur piu' volte restaurato, conserva l'aspetto originario. Utilizzato nel 1389 come torre di difesa nell'attacco compiuto dagli Angioini, si compone di un piano di bifore e di uno di trifore, elementi architettonici di evidente derivazione normanna e culmina con la variopinta cupola maiolicata, d'ispirazione araba. Imponente la porta in bronzo, fusa a Costantinopoli prima del 1066, che presenta rilievi con figure di Cristo, della Madonna e dei Santi Andrea e Pietro. L'interno della chiesa, a croce latina a tre navate, ricostruito in stile barocco, conserva affreschi, statue e altre opere d'arte di notevole interesse: si possono ammirare i dipinti di Andrea d'Asti, che ornano il soffitto della navata mediana e del transetto, la rinascimentale ancona marmorea con tre santi, la cinquecentesca tomba del vescovo Andrea d'Acunto e due amboni con decorazione musiva appartenenti alla chiesa originaria. Sulla parete interna si possono ammirare affreschi con scene della Vita di Cristo e di Sant'Andrea di Paolo Vetri (1929). Nell'atrio si aprono i tre ingressi del Duomo. L'ingresso centrale con le porte bronzee di Simeone di Siria (metà dell'XI secolo). Le porte, donate da un ricco mercante furono fuse a Costantinopoli. Da visitare poi la cripta, del 1253, nella quale sono custodite le reliquie di S. Andrea e una sua colossale statua, dono di Filippo III di Spagna, e la suggestiva cappella del Crocifisso, che conserva elementi duecenteschi.

Dall'atrio del Duomo di Amalfi si accede all'incantevole Chiostro del Paradiso, (seconda metà XIV sec.) uno degli edifici piu' noti e interessanti della cittadina. Fatto costruire negli anni 1266-68 dall'arcivescovo Filippo Augustariccio come cimitero per i cittadini illustri e benemeriti, il Chiostro e' una deliziosa costruzione in stile arabo costituita da un peristilio di colonnine binate, che sostengono archi acuti intrecciati; al centro si trova un grazioso giardinetto con palme. Lungo il quadriportico si aprono sei piccole cappelle con frammenti di affreschi; il più importante raffigura la Crocifissione opera del XIV secolo, di autore ignoto, attribuibile a maestri di scuola giottesca forse Roberto Odorisio. Nel chiostro si conservano anche due sarcofagi romani raffiguranti le Nozze di Peleo e Teti e il Ratto di Proserpina. Dal chiostro si accede alla Basilica del Crocifisso, la prima Cattedrale, probabilmente del VI secolo, restaurata nel IX. Abbandonato agli inizi del XVII secolo, il Chiostro fu restaurato nel 1908; nelle gallerie si possono ammirare importanti testimonianze di epoca romana e medioevale: due antiche colonne reggenti aquile, il sarcofago del decurione P. Ottavio Rufo, due sarcofagi romani con bassorilievi raffiguranti l'uno le nozze di Peleo e Teti, l'altro il ratto di Proserpina, un sarcofago trecentesco e, infine, frammenti dell'antica facciata del Duomo.

Anticamente dedicata all'Assunta, la Basilica ha mantenuto i caratteri originari: un'entrata caratterizzata da una doppia arcata gotica e un'estrema semplicità dell'interno costituito da una grande navata centrale e da una più piccola sulla destra, lungo la quale si aprono i matronei. In quest'area è allestito il Museo diocesano dove è esposto il Tesoro della Cattedrale, comprendente anche oggetti sacri d'oro e d'argento. Di particolare rilievo sono una mitra angioina, una statua in legno raffigurante una Madonna col Bambino, frammenti del mosaico originario della facciata del Duomo e reperti di colonne romane. Al posto della navata di sinistra vi sono cappelle con affreschi di notevole valore fra cui la Madonna con Bambino (XIV sec.) ed il Beato Gerardo Sasso di Scala (XIII sec.). Verso la fine del X secolo fu innalzato il Duomo di Sant'Andrea. L'interno, a croce latina a tre navate, anticamente comunicava con la Chiesa del Crocifisso e dava luogo ad una struttura a sei navate; col restauro barocco il colonnato che metteva in comunicazione le due chiese, fu rivestito di marmi policromi. Un soffitto intagliato, con cassettoni in oro zecchino, di Francesco Gori e dipinto da Andrea D'Asti con scene della Vita e Martirio di Sant'Andrea copre la navata centrale ed il transetto. Nelle navate laterali ci sono numerose cappelle con statue di marmo e tele dei secoli XVII e XVIII. Fra le opere d'arte che sono qui raccolte ricordiamo: nella prima cappella, una grande ancona marmorea con tre santi (XVI sec.), il sacello del Cristo morto; la tomba del vescovo Andrea d'Acunto, e due amboni con decorazione a mosaico e due candelabri con decorazione musiva. In un'altra nicchia è conservato il reliquiario in argento con la raffigurazione di Sant'Andrea. Dalla navata sinistra si accede alla sacrestia, a pianta ottagonale con soffitto a volta affrescato, dove è collocata la tavola con la Pietà, attribuita ad Antonio Solario detto lo Zingaro. Nella cripta (inizi del XIII sec.) si conservano i resti di Sant'Andrea. Le volte a crociera sono affrescate con Scene della vita di Cristo.

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