| AMALFI OGGI | ||
Un piccolo paesino di 5700 abitanti sospeso tra le montagne della costiera e un mare da favola: ecco cos'è Amalfi nel terzo millennio. La perla turistica del Golfo: distante 78 chilometri da Napoli, 22 da Salerno e 295 da Roma, la città di Flavio Gioia è una delle mete più ambite del turismo italiano e straniero. Sei metri di altitudine sul livello del mare, la piccola Amalfi si estende sul territorio che misura circa 6,16 metri quadri. Amalfi è fondamentalmente mare, piccole spiaggette che si susseguono come grani di una collana che la circonda con scorci pittoreschi che fanno ammirare tutti i colori e gli splendori del Mediterraneo. Il porto di Amalfi, un giorno affollato di navi mercantili che giungevano e partivano, oggi è un attrezzatissimo porto turistico affollato di imbarcazioni da diporto e da barche di pescatori adibite al trasporto dei bagnanti su spiaggette irraggiungibili da terra, come quella di Santa Croce, dove si può godere dell'incantevole visione della costa. Ma Amalfi è anche turismo organizzato, alberghi di lusso e ristoranti tipici. La buona cucina si sposa con la genialità di chi inventa ogni giorno pietanze sempre nuove. Ed ogni anno la vacanza ad Amalfi è sempre diversa . Il centro di Amalfi è la storica
piazzetta a cui si accede da piazzale Flavio Gioia: Sulla sinistra si trovano gli antichi
Arsenali della Repubblica. A destra si apre Porta della Marina, uno degli accessi
medioevali alla città. Vicino alla porta c'è la Chiesa di Santa Maria a Piazza o di
Porto Salvo, una piccola chiesa barocca. La strada si allarga subito nella Piazza Duomo
con al centro la statua di Sant'Andrea. Un po' spostato sul lato vi è il Duomo
caratteristico per la sua lunghissima scalinata. Lungo la fiancata sinistra del Domo, si
innalza il campanile, quadrato, su cui sui aprono bifore e trifore di stile romanico. Man
mano che si percorre la strada principale l'architettura amalfitana si rivela in tutta il
suo fascino: la strada è costeggiata sulla sinistra dal Supportico Rua, un cunicolo
imbiancato dalla volta a botte che si apre in scalinate e vicoletti che conducono
all'interno del paese. Nel tratto finale, la strada si apre in Piazza dello Spirito Santo,
su cui si affaccia Palazzo Castriota (risalente al XV sec.), appartenuto alla nobile
famiglia albanese Castriota Scanderbeg. Sulla piazzetta si trova una fontana con due
mascheroni settecenteschi, da cui, risalendo alcune rampe, si apre il piccolo largo su cui
si affaccia la Chiesa di Santa Maria Maggiore (fine IX sec.). Salendo si abbandonano gli
storici vialetti e ci si trova dinanzi la Valle dei Mulini o delle Ferriere, interessante
per la bellezza del paesaggio e per alcuni esempi di archeologia industriale: i resti
delle antiche cartiere, di una ferriera e di una vecchia centrale elettrica. Precedono Via
delle Cartiere, alcune fabbriche, i resti di un antico mulino e in una delle cartiere
abbandonate, il Museo della carta. Sulla stessa via si trova il piccolo ma
interessantissimo Museo della civiltà contadina. Dalle case vicine a Piazza del Duomo
fino all'albergo dei Cappuccini si estende il quartiere Vagliendola. Era l'antico
quartiere dei Greci percorso da Via San Nicola dei Greci, una stretta e tortuosa scalinata
a tratti coperta che si inerpica verso l'alto. La scalinata si apre infine sulla Via
Annunziatella che costeggia le pendici del Falconcello: da un lato piccole abitazioni
variopinte aggrappate alla roccia, dall'altra un muretto da cui è possibile ammirare una
delle più affascinanti vedute della costa e del mare. Un'altra scalinata conduce, invece,
alla Chiesa di San Biagio ( XII sec.). E' possibile infine visitare nella sala consiliare
del Municipio un piccolo, ma interessante Museo civico.
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